domenica 26 maggio 2013

La construction européenne : un enjeu de foi ?



L'Union européenne « relève plus à certains égards du registre de la croyance que de la raison ». Dans un article paru sur Le Monde diplomatique, Anne Cécile Robert met l'accent sur les défenseurs de l'Union européenne: que défendent-ils et quels principes guident ce processus ? 

A l'heure où la politique nationale se voit de plus en plus vidée d'action économique et l'Union européenne manque cruellement d'empreinte politique, Mme Robert souligne que les défenseurs sur l'UE quittent de plus en plus la sphère du rationnel finissant par être guidés par des principes de croyance voire d'adhésion inconditionnée et impérissable. D'une part, un clin d'oeil au passé et aux mérites de cette construction ; d'autre part, un fidéisme résidant dans le principe que « Tout traité, même mauvais, doit être adopté au prétexte qu’il ferait avancer l’Europe ».

Pour citer Gramsci : assiste-on à une lutte entre l'optimisme de la volonté de ses défenseurs et le pessimisme de la raison de ses opposants ? 

A lire : Anne Cécile Robert, Les croyants de l'Europe,  Le Monde diplomatique [en ligne], juin 2013. 


giovedì 7 febbraio 2013

Discriminazione femminile: Italia all'80esimo posto



In Italia le discriminazioni di genere si acuiscono. La conferma arriva dal "Global Gender Gap" Report del 2012, realizzato dal World Economic Forum, che piazza l'Italia all'80esimo posto tra i 135 stati analizzati. Il Paese perde sei posizioni rispetto al 2011, scavalcato quest'anno da Brasile, Colombia, Kenya e Cipro. Tra i paesi europei, l'Italia occupa la quint'ultima posizione: peggio dello stivale Ungheria, Grecia, Malta e Albania.

Guardando agli indicatori secondari, l'Italia occupa solo il 101esimo posto in relazione alle opportunità economiche riservate alle donne ed il 74esimo posto per l'equità di genere in ambito politico. Migliore, ma relativamente, il grado di discriminazione nell'istruzione: l'Italia è 65esima.

The Global Gender Gap Index 2012

martedì 5 febbraio 2013

Alitalia? Più pericolosa di EasyJet e Ryanair




Le disgrazie non arrivano mai da sole, dice il proverbio. A sperimentarlo in questi giorni è la nostra scalcagnata compagnia di bandiera, in quel che appare come un tracollo senza fine. Tracollo in senso lato e in senso stretto, in senso economico e dei vettori in cui appare la famosa livrea. 

Dopo il pasticcio della Carpatair, per il quale non basterà eliminare il logo dall'aereo incidentato per cancellare una storia d'amore e d'affari mal terminata, l'immagine di Alitalia è nuovamente compromessa dal rapporto 2012 della Jacdec (Jet Airliner Crash Data Evaluation Centre), agenzia tedesca che monitora incidenti e disastri aerei anno per anno, stilando in seguito un ranking di affidabilità delle compagnie aeree.

Nel rapporto, la compagnia di bandiera occupa soltanto il 38° al mondo, con un punteggio di 0,105. A precedere Alitalia numerose compagnie lowcost e tra queste EasyJet e Ryanair, rispettivamente con il 17° ed il 32° posto. Dato il ruolo strategico ricoperto da Alitalia, la posizione occupata nel rapporto Jacdec è quanto meno deludente.

A guidare la classifica dell'anno 2012 è la finlandese Finnair, seguita a breve distanza da Air New Zealand e da Cathay Pacific, compagnia di Hong Kong. Fuori dal podio due compagnie degli Emirati Arabi Uniti: Emirates ed Etihad Airways.

È possibile consultare il rapporto di Jacdec a questo link.

giovedì 31 gennaio 2013

Monti: «Una long-term vision per l'Europa»


Palais des beaux Arts - Bruxelles

Alla presentazione del libro «Democracy in Europe», scritto in collaborazione con la parlamentare europea Sylvie Goulard, il Professore racconta la propria idea di Europa. E mentre saluta positivamente il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'UE, non mancano i riferimenti all'Italia e alla sua scommessa impossibile: la candidatura a primo ministro.

«L'acquisto di Balotelli una mossa elettorale? No, e poi se c'è una cosa che non manca in Italia sono i SuperMario». «Era davvero Mario Monti?» si domanderanno più tardi alcuni funzionari della Commissione, vecchi collaboratori del commissario europeo di un tempo. 

mercoledì 23 gennaio 2013

Erasmus e diritto di voto: la mia intervista a Radio CRC



Dopo l'articolo sul voto negato agli Erasmus, sono stato intervistato da Radio CRC lunedì 21 gennaio nel corso della trasmissione Barba e Capelli. Ho ribadito quello che a mio avviso è un paradosso, d'altra parte sottolineato dalla stessa Commissione Europea nei giorni scorsi: lo scontro tra il diritto alla mobilità degli studenti italiani e il diritto di voto stesso. Un paradosso a cui si aggiungono i ripetuti inviti del Governo a essere "mobili" («i giovani italiani sono mammoni» diceva di noi il Ministro Cancellieri). Come rivendicare ed esercitare allora la propria mobilità senza perdere il principale diritto di ogni democrazia?