mercoledì 6 giugno 2012

I fondi strutturali in Sicilia: come sprecare miliardi di euro

Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana
Mentre in Sicilia ci si accapiglia sui futuri scenari politici della regione - con Lombardo dimissionario dichiarato - e da destra, centro e sinistra impazzano i nomi sui papabili candidati (da Pietro Grasso, Presidente della Commissione Nazionale Antimafia all'europarlamentare Rosario Crocetta), accade che dall'Unione Europea qualcuno debba ricordare ai nostri assessori e deputati regionali una scadenza parimenti impellente: l'utilizzo dei fondi strutturali europei.



Cos'è il FESR?

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale è uno dei principi fondi strutturali dell'Unione Europea. Nasce con lo scopo di colmare le disparità regionali presenti nell'Unione. Per  il periodo 2007-2013, il programma del FESR ha i seguenti obiettivi: «Convergenza, Competitività regionale e occupazione e Cooperazione territoriale europea. Si tratta in particolare di finanziamenti riguardanti: investimenti che contribuiscono a creare posti di lavoro durevoli; investimenti nelle infrastrutturemisure di sostegno allo sviluppo regionale e locale, compresa l'assistenza e i servizi alle imprese, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI)».

Il «programma operativo SICILIA»

Per gli anni 2007-2013, nel quadro Convergenza, è stato istituito il Programma operativo Sicilia: si tratta di 6,54 miliardi di euro, con 3,27 miliardi di fondi comunitari, e la parte restante fornita dall'amministrazione centrale italiana, dalla regione Sicilia e da altri enti pubblici. Attraverso tale fondi, il programma prevede soprattutto il miglioramento della rete di mobilità:
«Questa priorità mira a migliorare l'accessibilità per le persone e le merci, nel rispetto dell'ambiente. La preferenza va chiaramente ad un migliore equilibrio tra i vari modi di trasporto e l'intenzione è quella di aumentare le infrastrutture ferroviarie e portuali [...]: «completamento dei tratti mancanti dell'autostrada Siracusa-Gela, miglioramento della mobilità nelle zone urbane e metropolitane di Palermo (una ferrovia attorno alla città e una nuova linea tranviaria) e di Catania (linea metropolitana e nuovi tratti della "Circumetnea", incluso un collegamento all'aeroporto di Catania)».

E la Regione Sicilia? Malissimo, secondo il Commissario Europeo Hahn


Così, mentre in Sicilia si riflette già su cariche ed eletti post-Lombardo, il commissario europeo per le Politiche regionali Johannes Hanh stronca duramente il Governo regionale: «Desta una certa preoccupazione che la Regione Siciliana non abbia capito bene il rischio che corre se non spende entro il 2013 i 600 milioni Ue più un miliardo di cofinanziamento statale». Niente di nuovo, a dire il vero: già nel febbraio, gli ispettori di Bruxelles hanno bloccato 220 milioni di euro dell'attuale fondo 2007-2013.


Il FESR 2000-2006: per la Corte dei Conti «obiettivi falliti e spese irregolari»

Il 4 maggio scorso, la Corte dei Conti regionale ha sontuosamente bocciato la gestione del FESR nella fase 2000-2006: 
  • Dei 5,5 miliardi previsti dal FESR, ben 1,9 miliardi sono stati utilizzati per progetti mai terminati. Tra questi, il miglioramento della linea ferroviaria Palermo-Agrigento: dal 2000 ad oggi i tempi di percorrenza sono rimasti immutati.
  • Su 9.454 progetti presentati, il 13% dei progetti è stato revocato. Tra questi, la revisione di alcuni lotti dell'autostrada eterna Palermo-Messina.
  • 727 milioni del fondo non sono stati spesi e, di conseguenza, la Regione li ha persi.
  • Il miglioramento nell'erogazione idrica non è stato raggiunto.
  • La Corte dei Conti ha riscontrato che, tra le criticità emerse nella gestione del fondo, la lentezza burocratica è stata la principale. Va detto, a scanso di equivoci, che la Regione Sicilia conta qualcosa come 19739 impiegati regionali (stime 2010).

Ad ottobre si vota...E allora?

Quando si buttano 1,9 miliardi dal 2000 al 2006; quando 19739 impiegati regionali non assicurano il funzionamento della macchina burocratica; quando 1,6 miliardi del nuovo fondo rischiano di non essere utilizzati entro la scadenza prevista; quando da un governo regionale all'altro, nulla cambia se non le persone fisiche che in quel potere si annidano per costruire nuovo potere...Quale cambiamento potrà mai prodursi in Sicilia, se di fronte a quanto accaduto nessuna delle parti ha aperto una seria riflessione sul fallimento degli ultimi tre governi regionali? 

Il laboratorio politico siciliano

Spiegare la politica regionale a un non-siciliano, è già per il sottoscritto - siciliano - operazione complessa: io non saprei da dove cominciare. Vallo a spiegare che gli assessori degli ultimi governi sono stati in quota MPA, PDL, UDC, PD, FLI, API, Miccichè. Tanti assessori, tante quote, un solo presidente.
Ma se nel primo caso posso giustificare l'imbarazzo inventandomi piroette linguistiche come «la Sicilia è un laboratorio politico» - o tutt'al più parlando di neo-feudalesimo - ho profonda vergogna nel guardare una regione messa in ginocchio dalla scelleratezza perpetua dei suoi governanti. Che non sanno spendere 1,9 miliardi di fondi ma sanno - quello sì - accumulare debiti per 5,3 miliardi di euro

Laboratorio politico sì, ma della vergogna.



L'ex-Presidente della Regione Totò Cuffaro e l'attuale Raffaele Lombardo






2 commenti:

  1. Analisi condivisibile, da siciliano quale sono.
    Ogni giorno mi ritrovo a lottare con ingiustizie che fanno paura, che trovano alimento nell'attuale modello politico, fatto di corruzione, arroganza e incompetanza.
    Purtroppo, in mano a questa gente (non mi riferisco solo a Lombardo, ma a tutta l'ARS), non si andrà da nessuna parte, se non ad alimentare la mentalità di sottomissione al potere e ad ingrassare le tasche dei nuovi baroni. È doloroso dover dire (per chi ama la Sicilia) che la nostra terra è un laboratorio politico della vergogna. Ebbene, ahinoi, è la cosa più sensata che si possa mai dire. Povera Sicilia.
    Complimenti per il blog.
    Tornerò presto a trovarti.
    Giovanni

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  2. Ciao! Purtroppo la logica è questa. Si discute di elezioni future, abbandoni dei partiti, nuove candidature e non si analizza il fallimento di questa classe dirigente. Le cifre parlano chiaro.

    Grazie mille per essere passato, qui sei sempre il benvenuto!

    Domenico

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