mercoledì 20 giugno 2012

Sonia Alfano: «Vi spiego cos'è la Commissione Antimafia Europea»




In un'intervista concessa al nostro blog, Sonia Alfano illustra vantaggi e obiettivi della CRIM. Con una stoccata all'IDV: «Io allontanata un mese dopo la mia nomina, altri soggetti impresentabili sono ancora al loro posto».



Nel 1993, Sonia Alfano ha 21 anni. Studentessa in giurisprudenza, Sonia è la figlia di Beppe Alfano, giornalista de La Sicilia e cronista scomodo. Beppe non ha ancora ottenuto il tesserino da giornalista ma il mestiere lo conosce come e meglio di altri. Poco conta se «a fare il giornalista ci perdeva sicuramente» – come riveleranno più i tardi i suoi colleghi: Alfano riesce a mettere a nudo gli intrecci tra mafia ed i centri di potere locali incrinando gli equilibri di Barcellona Pozzo di Gotto, città in cui vive e lavora. 


Scomodo come pochi in una realtà di provincia, Alfano viene ucciso la sera dell'8 gennaio con un colpo di pistola alla testa. Come racconta Alfio Sciacca, è proprio la figlia Sonia a scoprire per prima il nome del giornalista assassinato, collegandosi con la redazione di Messina.

Nel 2009, Sonia Alfano è eletta come europarlamentare e aderisce al gruppo ALDE, l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa. Tre anni più tardi, a quasi vent'anni di distanza dalla morte del padre, Sonia Alfano è eletta Presidente della prima Commissione Antimafia del Parlamento Europeo (CRIM), «una grandissima emozione, come è capitato anche in occasione dell'approvazione della mia risoluzione sul crimine organizzato, che ha poi portato all'istituzione di questa Commissione speciale. Ma – confessa – ho sentito anche, fin da subito, un fortissimo senso di responsabilità». L'istituzione della Commissione rappresenta un atto unico in Europa, «la possibilità di studiare in maniera approfondita la minaccia criminale mafiosa nei ventisette paesi dell'Unione».

Qual è il vantaggio di una Commissione antimafia europea?
Senz'altro la possibilità di far sedere intorno a uno stesso tavolo tutti gli organismi che, a livello nazionale, europeo e internazionale, sono impegnati nella lotta al crimine organizzato, affinché sia rafforzata e migliorata la cooperazione.

Cooperare per rafforzare la lotta: quale sarà l'obiettivo a lungo termine?
Un piano di contrasto globale. Attraverso un testo unico antimafia che permetta in tutti i paesi dell’Unione Europea di punire la partecipazione ad organizzazioni mafiose, di aggredire i patrimoni criminali e di contrastare efficacemente i fenomeni corruttivi e il riciclaggio di denaro, compreso quello attraverso il sistema finanziario.

Le attività della CRIM sono iniziate lo scorso 18 aprile. Quale sarà il suo programma di lavoro in seno alla CRIM, e quali sono gli strumenti a disposizione?
In queste settimane stiamo lavorando a stretto contatto con tutti i gruppi politici per definire il programma di lavoro. La prima proposta che ho fatto - ed è stata accolta - riguardava l’invito come osservatori permanenti della CRIM di tutte gli organismi e le istituzioni a livello europeo e internazionale che sono impegnate nel contrasto a fenomeni criminali quali le mafie e la corruzione.

Anche le istituzioni comunitarie giocano un ruolo determinante
Si, è appunto il caso della riunione dello scorso 4 giugno con il confronto, molto proficuo e interessante, con la Commissaria per gli Affari Interni Cecilia Malmström e con Lotte Knudsen della Direzione Generale Giustizia della Commissione Europea. Mi ha colpito favorevolmente l’interesse e la partecipazione dei deputati, è di buon auspicio. Dalle prossime riunioni emergeranno le prime raccomandazioni e le prime indicazioni per il relatore e per la commissione CRIM.

Anche qui, cooperare per conoscere i punti forti di ogni istituzione
Esattamente, è di fondamentale importanza: la CRIM deve rappresentare un luogo di confronto tra tutte le forze istituzionali in campo, una vera e propria stanza di compensazione che conduca a miglioramenti operativi e a legislativi basati sulle migliori esperienze e sulla competenza.

Mentre Sonia Alfano combatte questa sua battaglia europea, l'Italia dei Valori sceglie di allontanarla dal partito. Come se lo spiega?
Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. L’ho appreso dalla stampa. Che dire? Non ho sostenuto il candidato indicato dal partito per le elezioni amministrative di Palermo. Questa è la motivazione esposta da Donadi durante una conferenza stampa sulle amministrative.

Sonia Alfano è allontanata, altri restano al loro posto nell'IDV....
Italia dei Valori ha avvertito la propria incompatibilità con il mio impegno a poco più di un mese dalla mia elezione a Presidente della Commissione Antimafia Europea. Stupisce però che il partito non sia stato in grado di valutare l’opportunità di espellere soggetti del livello di Razzi, Scilipoti e Porfidia (nonostante le svariate segnalazioni mie e di tantissimi militanti) e che ancora oggi si mostri incapace di assumere decisioni equivalenti su altri impresentabili.

Ad esempio?
Il deputato piemontese Porcino che a tempo perso aveva incontri con ‘ndranghetisti’ o altri coinvolti in vicende analoghe in Liguria. Certamente si tratta di un’anomalia ma ne prendo atto serenamente, il mio impegno nei confronti dell’Italia, dell’Europa e dei cittadini continuerà fino al 2014.

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