L'informazione contemporanea: se Gesù fosse morto nel 2012

Il giornalismo si basa su un principio: il fatto è uno, le interpretazioni del fatto infinite. Il pluralismo è questo: ciascuno sceglie la propria interpretazione del fatto e la fa sua.

Oggi però accade anche un'altra cosa: oltre a essere interpretato, il fatto è anche ritagliato. Taglia-copia-incolla, ogni giornalista sceglie le parti della notizia che più interessano e costruisce sopra un pezzo. Con la conseguenza che, oltre a essere già interpretata, la notizia è anche distorta.

Facciamo un esempio.

Due ipotesi:
  • Gesù è nato e ha vissuto a cavallo tra gli anni novanta e i duemila, ed è morto il venerdì di Pasqua del 2012, il 6 aprile.
  • Gesù è nato, ha vissuto ed è morto in Italia. Ipotizziamo che il Golgota, il luogo della crocifissione di Cristo, sia in un qualunque paese d'Italia. Ipotizziamo, in modo del tutto arbitrario, che il Golgota sia a Casarano, paese in provincia di Lecce.

Se Gesù fosse morto il 6 aprile del 2012, ecco quale sarebbe stata la rassegna stampa italiana, inclusi titoli e servizi dei principali telegiornali e talk show televisivi italiani:

  • Bruno Vespa batte tutti sul tempo. Alle ore 15:01 di Venerdì c'è già la diretta di Porta a Porta su Raiuno. Alle ore 15:04 compare la ricostruzione del plastico con le tre croci. Vespa indica con la bacchetta il sentiero percorso da Gesù prima di essere crocifisso: «Qui cadde la prima volta». In studio, tra gli altri, Paolo Crepet, Vespa domanda allo psicoterapeuta «come può reagire un uomo alla violenza delle percosse».
  • A Otto e mezzo, Lilli Gruber apre con l'intervista esclusiva a uno degli apostoli. Matteo annuncia che sta lavorando ad una biografia su Gesù, edita da Mondadori.
  • Repubblica.it apre con «Le dieci domande a Ponzio Pilato».
  • Il Fatto Quotidiano: «Gesù sapeva. L'intercettazione telefonica tra il figlio di Dio e Giuda»
  • Studio Aperto, servizio di punta: «I pesci che Gesù moltiplicò parlano. Ecco le immagini in esclusiva».
  • Il Giornale: «Le bufale di Gesù: “quel gallo non ha mai cantato”: intervista esclusiva a Pietro». Pietro smentirà le sue dichiarazioni qualche minuto dopo tramite un Ansa. Il Giornale non mollerà la presa: «L'infame. Dopo Gesù, Pietro rinnega anche se stesso».
  • Corriere della Sera, editoriale di Gian Antonio Stella: «Il caso Cristo. Quanto ci costa la malagiustizia».
  • Libero: «Ponzio Pilato e Magistratura democratica. Le toghe rosse uccidono ancora».
  • Intanto, Pietro annuncia via Ansa che sta già lavorando a una biografia non autorizzata su Gesù Cristo, edita da Chiare Lettere.
  • Servizio Pubblico, editoriale di Marco Travaglio su «Barabba l'impunito».
  • Ballarò, cartello uno: «La morte del figlio di Dio influirà sui consumi in Italia?».
  • Tweet di Roberto Saviano: «Gesù propose nuova narrazione del mondo».
  • La vita in diretta, Raiuno: «Maria Maddalena è incinta».
  • La Padania va in controtendenza: «Un terrone in meno». Articolo di fondo: «I fallimenti di Cristo. Quando disse al Senatur “Umberto, alzati e parla”».
  • La Gazzetta dello Sport: «Un grande atleta. Quella volta che camminò sulle acque».
  • Tg4, apertura con esclusiva: «Quando Gesù pregò Silvio di scendere in campo».
  • Il Sole 24 ore, articolo di fondo su Matteo: «Da Equitalia a Gesù. La parabola di un ex esattore delle tasse».
  • Gay.it: «Fu etero o omo? Il mistero sulla sessualità del figlio di Dio»
  • Avvenire: «Gesù è morto sulla croce rinunciando all'eutanasia».
  • Novella 2000: «Pizzicati Maria e Giovanni sul Golgota. Tenerezze tra la Vergine e l'apostolo».

Io non so se Gesù sia esistito o meno. Ma se è esistito, una cosa è certa: ha scelto di nascere, vivere e morire duemila anni prima e non oggi. Come biasimarlo?

(P. s.: Nel 2019, Ponzio Pilato sarà assolto dall'accusa di omicidio colposo perché il fatto non sussiste. Nel 2022, l'accusa di corruzione rivolta al Pilato stesso cadrà in prescrizione. Nel 2027, il magistrato Di Tarso riaprirà l'inchiesta.)

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